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VADEMECUM: L’ALIMENTAZIONE DEL BODYBUILDER DOPED

Nell’alimentazione di un bodybuilder che fa uso di sostanze dopanti (doped), la gestione dei macronutrienti differisce rispetto a un atleta naturale (natural). In un bodybuilder natural, la priorità viene data al bilancio calorico giornaliero (ancor meglio settimanale) e alla suddivisione dei macronutrienti, piuttosto che al numero di pasti o al timing. Il corpo umano, infatti, è soggetto alle leggi della termodinamica: se introduciamo meno calorie di quelle che consumiamo, il corpo attiverà una serie di processi biochimici e fisiologici che porteranno alla perdita di peso. Al contrario, se assumiamo più calorie di quelle necessarie, il corpo attiverà processi anabolici. Questi processi possono portare a un aumento sia della massa muscolare (massa magra) che della massa grassa; il bilanciamento tra i due dipenderà dalla nostra capacità di ripartire correttamente i nutrienti, favorendo il muscolo se l’obiettivo è l’aumento della massa magra.

Il timing e il numero dei pasti, pur essendo importanti, rimangono secondari rispetto al bilancio calorico complessivo. In seguito, tratteremo questi aspetti più approfonditamente in un articolo dedicato, in quanto il tema merita una trattazione a parte.

Alimentazione nel bodybuilder doped

Nel caso di un atleta doped, il bilancio calorico resta un fattore chiave, ma uno degli aspetti che acquista maggiore rilevanza è il numero dei pasti. Rispetto a un natural, la sintesi proteica è molto più elevata. Le proteine del muscolo scheletrico, infatti, vengono costantemente prodotte e degradate, ma l’uso di anabolizzanti prolunga in maniera innaturale la sintesi di nuove proteine, riducendo la degradazione. Gli steroidi anabolizzanti agiscono come potenti amplificatori della sintesi proteica e prolungano questo processo (sebbene non esistano studi precisi sulla durata esatta di tale effetto). Questo effetto è dovuto anche alla parziale inibizione dei proteosomi, complessi proteici che hanno il compito di degradare i peptidi all’interno delle cellule.

Come prepararsi a un ciclo di anabolizzanti?

Per ottenere il massimo beneficio da un ciclo di anabolizzanti, qualunque sia la sua entità, è importante curare l’alimentazione nel periodo che lo precede. Durante il pre-ciclo (circa 3-4 settimane prima dell’inizio), può essere utile ridurre l’apporto calorico (andando in ipocalorica) e diminuire soprattutto i carboidrati, in modo da indurre una deplezione di glicogeno. All’inizio del ciclo, un incremento calorico improvviso permetterà di sfruttare la supercompensazione del glicogeno muscolare, che sarà ulteriormente potenziata dall’effetto degli steroidi anabolizzanti, in grado di aumentare la glicogenosintesi.

Questa strategia risulta particolarmente efficace nel post-gara o dopo periodi di deprivazione calorica intensa.

Considerazioni sull’allenamento e la dieta

È fondamentale considerare anche il ruolo dell’allenamento nella risintesi del glucosio. La risintesi di glicogeno è più rapida dopo un allenamento di resistenza con i pesi (circa il 20% più veloce) rispetto a un allenamento di endurance. Tuttavia, la glicogenosintesi è un processo piuttosto lento e può richiedere dalle 24 alle 48 ore, a seconda del livello di deplezione. Pertanto, quando si pianifica la dieta in un contesto doped, non bisogna concentrarsi esclusivamente sull’adattamento del regime alimentare al protocollo chimico, ma tenere in considerazione anche la tipologia di allenamento svolto. Come nel caso del natural, la programmazione alimentare deve essere sempre integrata con la variabile dello stimolo fisico somministrato al corpo durante l’allenamento.

Tribulus Terrestris: Mito o Realtà?

Il Tribulus Terrestris è una pianta ampiamente pubblicizzata, originaria della cultura cinese, nota per le sue presunte proprietà afrodisiache. Si dice che questo prodotto possa aumentare la produzione di testosterone, ma diversi studi scientifici hanno ormai sfatato questo mito.

La Regolazione della Produzione di Testosterone

Per comprendere perché il Tribulus Terrestris non riesca a incrementare significativamente i livelli di testosterone, è importante esaminare le modalità di regolazione della produzione di questo ormone nel nostro organismo.

La regolazione del testosterone avviene attraverso un meccanismo di feedback negativo. Ciò significa che quando la concentrazione di testosterone nel sangue raggiunge un determinato valore soglia, il corpo interviene per bloccare la produzione dell’ormone luteinizzante (LH), il quale stimola le cellule di Leydig a produrre testosterone. Di conseguenza, questo sistema di feedback riduce la produzione di testosterone, riportandola ai livelli di base.

In questo contesto, anche se il Tribulus Terrestris dovesse avere un effetto sulla produzione di testosterone, il nostro organismo tenderebbe comunque a riportare i livelli ormonali a quelli di baseline. Pertanto, nonostante le affermazioni diffuse, è chiaro che l’assunzione di questa pianta non produce gli effetti desiderati a lungo termine.

In sintesi, sebbene il Tribulus Terrestris venga spesso commercializzato come un potenziatore del testosterone, la scienza dimostra che il nostro organismo ha meccanismi di autoregolazione che limitano l’efficacia di tale integrazione. Pertanto, è fondamentale basarsi su evidenze scientifiche piuttosto che su miti per prendere decisioni informate riguardo alla propria salute e al proprio benessere.

L’Impatto della Dieta sui Livelli di Testosterone

Parlando di dieta, è importante notare che periodi di forte ipocalorica protratti per medio-lunghi periodi possono portare a una diminuzione del testosterone circolante e a un aumento dei livelli di ormone della crescita (GH). Tuttavia, nella pratica, questo non porta a un reale miglioramento della composizione corporea. Il nostro organismo produce circa 7 mg di testosterone al giorno; se ne producesse invece 5 mg, cosa succederebbe? Niente di rilevante. Infatti, la modulazione ormonale a livelli tali da consentire una modifica significativa della composizione corporea — in particolare per quanto riguarda le percentuali di massa magra e massa grassa — attraverso la dieta è un’idea alquanto utopistica.

Conclusioni Finali

In conclusione a questo ragionamento, l’unico modo per aumentare in modo significativo i livelli di testosterone è l’assunzione esogena di testosterone, con tutte le conseguenze del caso. Non ci sono alternative valide a questa affermazione.

Fonti

PubMed: Testosterone levels in men

PubMed: Effects of dietary factors on testosterone

SuppVersity: Vitamin D, E, K – How much and what type of supplements

PubMed: The role of nutrition in testosterone regulation

PMC: Dietary influences on testosterone

PubMed: Nutrition and testosterone

SINU: LARN – Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti

PMC: Nutrition and hormone levels

PubMed: Nutrition and its role in testosterone

Taylor & Francis: Testosterone and body composition

Journal of Nutrition: Nutrition’s impact on testosterone

BodyMaxing: Anabolic steroids and muscle growth (articolo scritto da Lyle McDonald)

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